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16-Nov-2017 17:17

B., archivista Spozio Carlo, ufficiale d'ordine Rossi rag*. Del cimitero pieno di cippi marmorei e di leggende, della chiesa ricchissima d' oggetti d' arte e del convento nulla più rimase che due meschine casupole (21). Isidoro, fatta a cupola e doviziosa di marmi e di bronzi dorati, era costata meglio di ottantamila scudi romani. Ecco in che modo: Aveva il Governo, con benefica disposizione, de- signato a favore della pubblica istruzione i libri, i quadri, le statue, che appartenevano ai soppressi Corpi religiosi. PREFETTURA DI COMO impiegatici Terza Categoria Pedraglio Giuseppe fu G. Questo prato comune, durato tant' anni dopo la costruzione del nuovo cimitero, fu non è molto distrutto senza alcun rispetto per rendere più co- moda la strada che conduce a S. Quando nel 1814 vennero con vandalico furore manomessi il convento, la chiesa e il cimitero di S. Domeni- cani, niente fu risparmiato, perchè, avvicinandosi gli Austriaci alla Lombardia e venuti in timore i compratori de' beni delle mani morte di dover tutto restituire senza compensi, abbatterono ogni cosa, tanto per cavar denari dalla vendita dei sassi, delle travi e delle ferramenta. Isidoro, opera egregia del Ber- nini, era già in salvo.Fra le mol- teplici beneficenze che il moderno patriottismo ha sancito a sollievo dei miseri, questa della cura marina è, per santità di scopo, la più giusta e la pia umanitaria, e merita indiscutibilmente tutto V appoggio dei generosi. Delegato e composta d'agiati, probi ed attivi cittadini.Così, o lettori cortesissimi, vi abbiamo in- formati sommariamente di quanto vi si offre quest'anno raccolto nel V Almanacco. Questa Commissione doveva adope- rarsi a procurare agli indigenti tutti della città e de' comuni il lavoro di cui erano mancanti, e nel tempo stesso a favorire l'incremento delle interne manifatture ; a promuovere la pubblica beneficenza con sottoscrizioni per mensuali elemosine, con questue di denari e di generi, con sovvenzioni di garantiti prestiti gratuiti, con accademie e serate in favore dei poveri, e con quant'altri mezzi erano a sperarsi dal nobile concorso della pietà e della religione. E NUOVA La Commissione centrale di Milano e le provin- ciali insieme, all'uopo di rendere più utile ai veri bisognosi la loro cooperazione, sottoposero al Go- verno un progetto, col quale si tendeva a promuo- vere l'esecuzione di opere pubbliche, e il Governo non esitò punto a darvi la sua sanzione.È una pubblicazione da tanto tempo desiderata da molti, e che rie- scirà graditissima a quanti amano le patrie istorie. Comando militare V assegno di duecento moggia di segale, esistente nei magazzeni militari della capitale, e ciò « perchè il nuovo inaspettato aumento di prezzo dei generi di prima necessità mise nella maggior angustia la classe dei più bisognosi, e poteva ben anco dar luogo nel popolo a malcontento, che po- trebbe scoppiare in qualche disordine » ; e sog- giunge « quanto è maggiore la quantità di grano che faccio comparire sul mercato della mia città, minore va a risultare il prezzo, perchè si dà effetto con maggiore facilità alle richieste dei commer- cianti ».L T infausto periodo della guerra decenne di Milano con Como (1117-1127) venne già dagli storici comaschi, quali il Giovio, il Rovelli, il Canta ed il Monti, descritto in succinto nelle loro opere; ma è la prima volta che questo poema viene integralmente pubblicato nel V italiana fa- vella, quale ci fu conservato dal Muratori nel suo Rerum Italicarum. 11 Porro non andò errato in questo cal- colo, degno d'un provetto economista.La seconda parte dev'Almanacco, che è ri- servata agli scritti patrii, contiene quest'anno [Mi v . La grande e forzata incetta di granaglie fatta dal mi- litare per provvigionare le fortezze, aveva dimi- nuito d'assai la merce solita a condursi in sui mer- cati, e ne aveva fatto salire molto alto il prezzo.548401 lavori di alta importanza e di grande interesse tanto per la Città come per la intera Provincia. Il pane era così rincarato, che si pagava perfino sessanta centesimi la libbra comasca, e ciò mise in pensiero la nostra Municipalità e la R. Il podestà Porro, per soccorrere al momento la poveraglia, diede fuori il 13 luglio 1815 una grande quantità di doni, per un certo numero di pani metà frumento e metà segale da somministrarsi ai capi di famiglia, al prezzo di centesimi trentotto ciascun pane, e servibili quattro giorni, stando a carico del Comune la differenza del prezzo portato dalle mete correnti.

« Quali grandiosi monumenti, esclama il nostro Maurizio Monti, ha perduti la città di Como nella ruina di S. Quindi gli oggetti d' arte e i libri rinvenuti negli ex conventi di Como dovevano es- sere serbati al Liceo dipartimentale. Fran- cesco Mocchetti aveva fatta la scelta dei libri, e un nobile Natta quella dei quadri. Informò tosto della cosa il podestà Porro, il quale reclamò più volte al prefetto del Lario.

Nel suo Como vecchia e nuova egli ci dà una rassegna copiosissima di interessanti notizie locali che riflettono la prima metà del nostro secolo. Aggravandosi il male nel seguente anno 1816 per la quasi totale fallacia dei ricolti, i nostri prin- cipali cittadini, capi il vescovo Rovelli e il podestà Porro, diedero vita a una benefica istituzione, la Pia Casa d'industria, dove i poveri della città e dei sobborghi, che non sapevano come procacciarsi i mezzi di sussistenza, venivano giornalmente sus- sidiati con vitto e modica mercede, applicandoli a determinati lavori.

Vi è molto spiccata la figura del Conte Giampietro Porro, intorno a cui V autore si appoggiò per tracciare moltissime note di cronaca cittadina che saranno lette con vero interesse. Questa Casa fu aperta il 3 mar- zo 1817, e con essa si potè in parte riparare all'i- nopia; ma la beneficenza non sopperiva ancora a tanta calamità.

Primo sta lo scritto del valente nostro col- laboratore Prof. Lo stesso podestà, il 21 luglio suddetto, rivolge alla R.

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Angelo Scalabrini, che ci diede la traduzione in italiano del famoso poema latino Liber Cumanus. Cesarea Reggenza uno scritto, in cui, dipingendo con vivi colori il grave stato delle cose, la interessa a provvedere ai bisogni della popolazione comasca, e chiede al R. Carlo Benzoni Stefano Gallo Giuseppe, incaricato della Leva Treves Onorato Besozzi nob. Trascorso un anno e mezzo, il bibliotecario Co- molli si diresse al delegato Sironi per avere le due statue, ma intese da lui che per disposizione del ministro di finanza esse erano state cedute ai com- pratori dei due conventi, e cioè al sig. « Posso io credere, scrivevagli, che Ella abbia voluto vendere in seguito ciò che aveva, in- caricato dai di Lei superiori, di già ceduto e con- segnato alla pubblica istruzione ? Ambrosoli aveva fatto caricare su di un carro la statua in questione e la faceva condurre alla propria abitazione in città.